America

La solitudine dei monti ardenti nei perenni grovigli della mia anima inerme, agile e snella.

Mi perdo in queste miriadi americane senza fine senza assoluzione di coscienza. Vortica. Le marea di gente che si muove lenta, ignara. Dove mi stai conducendo Etere?

Mancano le parole, l’aria, l’amore antico che mi spingeva tra le vele di poppa.

Sono lontana. Da casa. Dai miei luoghi, dai miei rifugi di gioco e luce.

Come si sta senza mai sentire?

Le dita colte, I volti profondi, gli sguardi  degli intrepidi pensatori folli del tempo che  fu.

Come si fa a stare sempre svegli? E mai accesi?

Vivo di interruzuoni continue, di ritmo maldestro. Di flusso discontinuo, di giorni alterni. Senza peso, senza tridimensionalita’.

Le luci di Hollywood e I miei bui interiori.

Non c’e’ pane per I miei denti. Non c’e’ dolcezza nelle mie sfere. Sono sempre sola, in questo etere volatile che sfugge alla percezione delle moltitudini. Sono raggio filiforme, sottilissimo. E il mondo indossa occhiali scuri.

Vedono solo I propri riflessi e null’altro.

Ridammi una Voce, Dio. Ridammi un’Immagine, un amore.

Sono lontana. Dalla partenza e dalla meta.

Vorrei vapori argentei per ripulire l’asfalto che ho dentro. Sedimenti di cemento che non si lavano con nulla.

Solo sapore amaro nel palato della mia mente.

Vengo Travolta. A volte.

Nessuno cerca nulla, qui. Tutti hanno gia’ visto, gia’ fatto, gia’ provato. Io chi sono? Qui nel mezzo del tutto e del nulla? Io che volto ho? Che magia porto?

Freddo. C’e’ un freddo vertiginoso qui, in America. E’ ancora la terra di nessuno. E’ un luogo perso, e’ l’isola che non c’e’, che non c’era, che non c’e’ mai stata. E’ la Riviera dei sogni infranti e dei giorni spenti.

Menti brillanti e anime morte.

Nessun campanile si erge, solo grattacieli spogli e lucidi.

Mi prendete per mano? Per favore. Mi potreste prendere, per mano? Mi potreste toccate? Dove siete, dove siamo?

E anche il ritmo dentro tace. M’aqquieto. Per mancanza di senso.

Si chiude la gola e taccio. Ascolto solo.. la voce dell’oceano. Che ancora porta voci di salmi e preghiere. Sono sospesa sul baratro.

Vorrei essere cometa, squarciare il buio e portare una nuova direzione, un suggerimento, una fiamma ardente.

Una scia.

Portare il cuore delle moltitudini a battera, almeno una volta. A sentire, a sentirsi.

A sapere della propria esistenza, e scegliere di vivere. Ma faccio fatica, un’enorme fatica. Guradami, Dio. Ti ricordi di Me? Mi manchi molto.

Non ci sono I nodi del legno a ricordarmi della tua presenza, qui. Non ci sono luoghi a te dediti, anime sagge, pascoli di luce. Non ci sono luoghi sacri, in America.

Solo dissoluzione e collasso.

E soldi. Questi splendidi soldi. Che rodono l’anima. Famiglie infelici, rotte ancora prima di essere. Nate storpie.

Vedo orrori Dorati in questo angolo di mondo.

E mi chiedo chi me l’ha fatto fare?

Dio. Ho fede, ma per ora non vedo. Non capisco. Cammino, mi fido. Sfido, cammino, porto, varco. Sono nella selva oscura. Mi fido.

Ricordati di ME. Ogni tanto. Vienimi a trovare, visto che io non so dove abiti, Qui.

Mi manchi tanto.

Tua Erica.

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